Meridiano d’Europa 2015

 

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Utoya e Lampedusa sono due piccole isole posizionate agli estremi dell’Europa; la prima è la porta d’ingresso al continente per cui migliaia di persone hanno perso la vita negli ultimi anni mentre nella seconda, il 22 luglio 2012, 69 giovani sono stati uccisi a sangue freddo da un fanatico di estrema destra. Abbiamo pensato di unire attraverso una linea ideale l’isola su cui quotidianamente sbarcano sfinite le nuove speranze europee con quella dove sono state sterminate idee di solidarietà, pluralismo e laicità e abbiamo deciso di chiamarla “Meridiano d’Europa”.

 

 

Il Meridiano d’Europa vuole sviluppare la cittadinanza attiva dei giovani nelle scuole secondarie per facilitarne l’inclusione sociale in ottica Europea e per aiutarli a sentirsi parte dei valori e dell’identità europea. Per questo il progetto prevede la possibilità di vivere un’esperienza di viaggio in luoghi significativi che hanno segnato il passato e che possono definire il futuro dell’Unione Europea.

Come destinazione del primo viaggio del MdE è stata scelta Srebrenica.

Vent’anni fa nel cuore europeo, ai confini con il nostro Paese, veniva compiuto un orribile genocidio. Un conflitto, un massacro, troppo recente per appartenere al vissuto degli studenti di oggi, troppo giovani, e allo stesso tempo una guerra drammatica troppo vicina per essere inserita nei programmi scolastici di storia. Il rischio è quello di produrre un grande vuoto nella conoscenza dei ragazzi e un danno alla memoria collettiva. A vent’anni dall’11 luglio 1995, recarci a Srebrenica assume il valore fondamentale di non voler dimenticare quanto purtroppo e avvenuto, affinchè non succeda mai più.

Il 30 maggio 2015 una carovana di 100 ragazzi provenienti da diverse parti d’Italia è partita da Torino verso Srebrenica.

Successivamente alla partenza la carovana si è fermata a Trieste, dove ha raccolto altri ragazzi pronti a partire, ed è stata accolta dal ViceSindaco, Dott.ssa Fabiana Martini e dal Consorzio Italiano di Solidarietà che ha preparato una cena per i ragazzi che hanno partecipato al viaggio insieme ai ragazzi Rifugiati Politici accolti nella città.

La giornata del 31 maggio è stata trascorsa a Srebrenica. Durante la mattinata la carovana ha visitato il Cimitero del Memoriale di Potočari, in cui vengono ricordate tutte le vittime del genocidio di Srebrenica e la ex caserma sede dei Caschi Blu dell’ONU.

Durante il pomeriggio il gruppo ha incontrato diverse esperienze locali di impegno giovanile rivolte verso il territorio. L’associazione Prijatelji Srebrenice, che attraverso I nuovi linguaggi (radio e TV) costruisce occasioni di aggregazione giovanile; lo Youth Center di Srebrenica, un centro giovanile impegnato nel trasmettere attraverso la musica, il teatro e l’arte, l’impegno educativo verso I givani della città e l’ONG Cesvi, Organizzazione Non Governativa italiana che dal 1994 è impegnata tra Sarajevo e Srebrenica nel sostegno delle fasce più fragili della società, in modo particolare nei confronti dei bambini, e nell’accompagnamento verso la ricostruzione delle infrastrutture necessarie per il sostegno del territorio. Infine il pomeriggio si è concluso con un’assemblea insieme ai ragazzi nella quale è stato presentato il Manifesto del Meridiano d’Europa.

Come ha scritto il Ministro Giannini nel messaggio di augurio per il viaggio, l’esperienza a Srebrenica è stata l’occasione per riflettere con tutto se stessi. In questa esperienza ciascun partecipante ha incontrato il dolore ancora acceso nella comunità, ma allo stesso tempo la determinazione nel voler ricostruire la propria città e le occasioni di futuro per i più giovani. Gli studenti hanno potuto percepire quanto per i giovani incontrati a Srebrenica l’ingresso nell’UE sia una prospettiva importante e densa di speranza.

Lettera Ministro Giannini