Carovana Italiani che (R)esistono

Italiani che (R)esistono” è il titolo della carovana che l’associazione Rime organizza dal primo al dieci agosto 2011 in collaborazione con il coordinamento di Libera Trieste, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Trieste e con il contributo di Eppinger Caffè s.r.l. Rime (Responsabilità, Impegno, Memoria, Educazione), dedicata ad Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, è un’associazione nata a Trieste nel 2011 dall’impegno di alcuni giovani già precedentemente attivi in Libera.

L’intento è di favorire la partecipazione dei cittadini alla vita politica, nella piena convinzione che ogni individuo all’interno della società debba assumersi la propria quota di responsabilità e contribuire, al meglio delle proprie capacità, alla gestione del bene pubblico nell’interesse collettivo. Ciò deve avvenire nel pieno e continuo rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e dei principi sanciti dalla Costituzione italiana.

 “Italiani che (R)esistono” è il progetto con cui Rime inizia ufficialmente la sua attività. Si tratta di una carovana che percorrerà tutta l’Italia, permettendoci di raccogliere la testimonianza di quelle donne e quegli uomini che nel loro quotidiano hanno deciso di esistere e di resistere. Esistere come cittadini di questo Paese, sentendosi parte di una collettività, alla quale siamo tutti chiamati a contribuire mettendo da parte il nostro individualismo; resistere nel quotidiano a tutte quelle spinte che in ogni parte del nostro territorio cercano di ostacolare l’affermazione della legalità e della giustizia sociale. Il tutto nell’ottica del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. La carovana coinvolgerà ventiquattro giovani appartenenti a Rime e più in generale alla rete di Libera Trieste.

Il viaggio si struttura in quattordici tappe distribuite su tutta la penisola, da Trieste a Palermo, durante le quali i ragazzi avranno modo di incontrare Nando Dalla Chiesa, figlio del Generale Dalla Chiesa e presidente onorario di Libera, Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ed altri familiari di vittime innocenti della criminalità mafiosa. In particolare la prima tappa si svolgerà all’interno della Risiera di San Sabba di Trieste e vedrà la partecipazione di un ex partigiano, il sig. Susic. Nelle giornate successive i ragazzi avranno modo di confrontarsi con diverse realtà sociali, tra cui il quartiere di Scampia e alcune cooperative di Libera Terra che gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata. E’ necessario arricchirsi di queste storie per tornare a casa più forti e più consapevoli, portando un po’ d’Italia a Trieste per trovare la forza di avviare un’attività incisiva nella propria città. La carovana, peraltro, è un momento indispensabile di condivisione e crescita collettiva, in cui comprendere appieno l’importanza di fare rete, di stare assieme, di riscoprire la poesia della comunità; un momento per ricordarci che è il Noi che vince.